Il maggio di Rosa

 

Esile guardi
il sole che bacia
fragile sei
sotto dissetante
rugiada.

Anche se
cinto di spine
morbido Il tuo
profumo rimane.

Regina di sogni
avvolti da foglie
dischiusa
nel maggio
che in te
si rispecchia
eterna stagione
che in te
non invecchia

regalata
a novembre
alla fine di un sogno
quando
l’aria è già gelo
quando velato
è ormai il cielo.

Il sole nascosto
Perso nell’orizzonte
Non asciuga più
Il pianto di
Una rosa morente

Un triste sorriso
Lo sguardo di un viso
Non giustificheranno
Il tuo gambo reciso.

E cadono petali
arresisi al fato
dal dono cruento
che nessuno ha mai ambito

Adriano Viola

dedicata ad una Rosa, troppo precocemente sbocciata, e troppo precocemente appassita …

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Lucciola spenta ( Un cuore che batte solo)

Se mi cerchi per pochi istanti
Mi troverai in mezzo alla gente
Con vestiti provocanti
Con rossetti appariscenti

Se mi cerchi nella notte
Puoi trovarmi per la via
Un triste sogno di passione
Che all’alba poi ti sfugge via

Un amore che non sta in piedi
Tra i lampioni e i marciapiedi
Come in un cielo di stelle rotte
Ed io sola con l’anima che batte

Dietro l’angolo, appoggiata ad un muro
Calze a rete e tacchi sul tuo desiderio
Dentro un auto o in una stanza a ore
Reggicalze e lingerie come martirio

Sono qui se tu brami
Una scossa al cuore
Un ora senza domani
O una parvenza d’amore

Non parlo mai di me
non ho niente da dire
Non ti importa sapere
Ti potresti vergognare

Sono solo un ombra
Persa in mezzo alla via
Per te una calda coperta
Un illusoria compagnia

In locali malfamati
O dietro alla stazione
I miei sogni seviziati
Appoggiati ad un lampione

Ho nascosto l’anima
Smarrendola per la via
Tra Sodoma e Gomorra
Dietro una sagrestia

Bruciandomi i sogni
Tra mille sigarette
Soddisfando i tuoi bisogni
Tra fruste e manette

Poi vado via da sola
Ingoiata dentro la mia notte
Fatta di silenziosi fantasmi
E dalle lacrime nascoste

Sul tuo corpo lascio carezze
Sul mio cuore lividi e botte
Ma se vorrai altre ebrezze
Sarò per strada anche stanotte

Adriano Viola 😢

Solstizio

In questa strana notte che sembra
Come fuori dal tempo
Come se sparisse ogni ombra
Tocco i ricordi, li sento

Come delle lumache che vanno a ritroso
Risalendo la bava in un viaggio vischioso
Risento sabbie passate, e fuochi sfumati
Rivedo i tuoi occhi … in me mai scordati

Uno squarcio con echi
Sopra ere passate
Riapre occhi ciechi
Ad esistenze scordate

Fra la pace e la guerra
Oltre razza e nazione
Tra il cosmo e la terra
Nella Cintura di Orione

Tra le ingiurie e le bestemmie
Affianco ad angeli caduti
Fra Atlantide e Gerusalemme
Nei i segreti ormai perduti

Pelle d’ebano tra piume di struzzo
Come se fossi nel fondo di un pozzo
Mari e deserti a fatica passati
Rughe vistose su volti abbronzati

Tra vestali creduti
Tra i vestiti caduti
Fra mete scordate
In altre vite vissute

Un magnifico tempio
Tra Edifici e colonne
Un cielo ormai empio
Sopra uomini e donne

Strutture orgogliose
Dorate e preziose
In mezzo a vergini spose
E ad amanti lussuriose

Stanotte mi vedo
Avvolto di volti
Stanotte mi siedo
Sui ricordi sepolti

La luna sotto il ponte

Cara luna vorrei toccarti
Ma ho paura di sporcarti
Resto solo, pallido e silente
Col tuo riflesso sotto il ponte
Cristalli freddi di pallore
Mi squarciano il cuore
Ti sovrasto, ma se salto ora
Resterai mia, oltre ogni aurora
Non importa se non so nuotare
Nella tua falce mi potrò cullare
Affonderò le mie dita
nella tua faccia
Sarò una stella
che dal buio si affaccia
A schiarire pozzanghere e fango
Ballando con te un solitario tango
A rischiarare acquitrini e pozzi
Per smorzare solitari singhiozzi

Adriano Viola

Per te io sarò

Per te io sarò
Sono io la cura
E la stessa malattia
Tutto ciò che serve
Per non farti andar via

Sono il guitto
Ed il sapiente
Il saggio
ed il demente

Sono mare e monti
Muri e ponti
Ciò che senti e che tocchi
Solo per i tuoi occhi

Sarò il sole e la luna
La rugiada e la brina
Sarò notte e mattina
La tua anima vicina

Sempre per i tuoi occhi
Opera d’arte
O scarabocchi

Solo per il tuo cuore
Sarò l’odio
E l’amore

Tutto quello che serve
Per non farti andar via
Tutto quello che occorre
Perché tu sia … Mia

Adriano Viola

Costellazione Cangiante

 

Ho capito
Di inseguire un sogno
Sbagliato dentro me
Errato firmamento

Quando ho visto che
Preferivo sospirare
la tua assenza
Invece che respirare
La tua presenza

Quando
Oltre te sognavo
E con te vivevo
Un infinita apnea

La differenza è
Guardare un cielo
Di stelle luminose
Speranzoso divenire

Contro il buio spento
Di un cielo pieno
Di stelle cadute
Fredda constatazione

Costellazione
Cangiante
Prospettive abbattute
E parvenze di voli

 

Adriano Viola

Vecchio Domani

Vecchio domani

Lunghe le ombre
Del sole morente
Ogni Piccola ombra
Sembrava gigante

La luna che piano
Riconquistava l’altura
Ridimensiona
Riporta a misura

Il topo non ha
Più sembianze da orso
Il giorno più non è
É passato, è trascorso

Le stelle ritornano
A farsi ammirare
Senza più chiaro
Che le possa oscurare

Ed io … io raccolgo
I raggi e le punte
Il tondo e la falce
La sabbia e la calce

Per seppellire e murare
Il subito chiarore
Per dormire e sognare
Il mio perduto amore

 

Adriano Viola