La fata del vischio

C’era un lupo cattivo
che bloccava il sentiero
I suoi occhi eran rossi
mentre il manto era nero

Ma la fanciulla cantava
aldilà del ruscello
E per salvarla pensavo
vincerò ogni duello

Per quei suoi lunghi capelli
che danzavano al vento
E gli occhi ch’eran due stelle
cadute dal firmamento

Fossi in te esiterei, disse
non correrei questo rischio
Sono da sola e confusa
sotto a un ramo di vischio

Cambierei la mia strada
e cercherei un altro infinito
Perchè non teme la spada
il mio cuore stanco e ferito.

Ma profumava di viole
quella sua voce d’incanto
Non ascoltai le parole
volevo stare al suo fianco

Gettai il mantello bianco
e il lupo fuggì lontano
E mi ritrovai al suo fianco
a tenerla per mano

A sfidare ogni rischio
per assaggiare il suo fiato
Sotto ai rami di vischio
dentro al bosco incantato

La luna allegra sorrise
mi addormentai tra le sue braccia
All’alba poi con sorpresa
di lei non c’era più alcuna traccia

Sotto ad un tiglio in fiore
il vento con il suo fischio
Mi disse non devi dormire
mai sotto ai rami di vischio

Adriano Viola
16 ottobre 2022

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La ginestra

E poi l’inverno lento sfalda
il suo velo fatto di gelo
Mentre la stagione più calda
fa più azzurro ogni cielo

E la rondine ritorna a casa
a portare la primavera
Mentre t’innalzi rigogliosa
tra i profumi della sera

Finché il tuo oro riveste
le valli, i monti e i dirupi
Ed annuncia d’altre feste
con il ronzare delle api

E cosi tu risorgi come
una grandiosa regina
Che col suo giallo crine
porta un’altra mattina

E tutta la sua ostinazione
per non aver rinunciato
Reca alla nuova stagione
una parvenza d’infinito

Verranno mani sapienti
a rubare i tuoi steli
E legheranno gli arbusti
con i tuoi verdi fili

Intrecciano con maestria
graticci e cesti
con la sapienza e la magia
di antichi gesti

Costruiranno scope, cappelli
corde e benevoli unguenti
Per le processioni i tuoi fiori
di vie saranno ornamenti

Per ricordare chi come te
era stato considerato morto
Ma poi come un grande Re
dopo soli tre giorni è risorto

Adriano Viola
7 maggio 2022

Raccontami una favola

In questa sera che il cuore
fa fin troppo rumore
Tu raccontami una storia
per farmi addormentare

E poi tienimi stretto
e dopo restami vicino
Accarezza i miei capelli
col tuo petto per cuscino

Questa sera che il vento
urla davvero troppo forte
Sbattendo sulle vetrate
delle mie giornate storte

In questa sera che il buio
mi lacera il costato
Che in silenzio ancora ingoia
il pianto che ha versato

Con il vento che sbatte forte
e spazza quel che ho piantato
Come stanche foglie morte
rassegnate sopra ad un selciato

Tu inventati una favola
da potermi raccontare
Portami su una nuvola
dove io possa sognare

Di arcobaleni liberi
e nuovi fiori fragili
E sul palmo della mano
il volo di un gabbiano

In questa sera che il cuore
non la smette di tremare
Tu raccontami una storia
per farmi addormentare

In questa notte che il cuore
non la smette di tremare
Tu inventami una storia
e poi… insegnami a sperare

Adriano Viola
6 dicembre 2021

È solo un sogno

Non farci caso
tu non devi dargli peso
È solo un sogno
che forse t’ha confuso

Vedrai domani
lo avrai dimenticato
Come un ragno
nel suo buco rintanato

Non ci pensare
tu non ti fissare
Ché il giorno viene
e la notte va a finire

Respira piano ora
prenditi il caffè
E sparirà lontano
quello che non c’è

Non farci caso
tu non devi dargli peso
È solo un sogno
che forse t’ha confuso

Adriano Viola
13 maggio 2022

Topazio

La principessa Zaffiro
con i suoi occhi topazio
Mi è uscita dal cuore
che non aveva più spazio

Guardava troppo le stelle
cercando un pianeta migliore
Cambiando i denti e la pelle
di un troppo statico amore

E la ragazza per strada
dal buio dei suoi marciapiedi
Mi asciugò la rugiada
mi disse “perché non ti siedi?”

Lei mi danzò tra i pensieri
mi sorrise per un istante
Ma profumava troppo di ieri
quel suo amore distante

Non smise mai di parlare
di fare cenni con mento
Mi continuava a indicare
le stelle sopra al cemento

Gli arcobaleni fatti di olio
sotto un cartellone sbiadito
Col suo amore al petrolio
che non sapeva esser d’aiuto

L’oste contava l’incasso
il baro scivolava incerto
Non aveva più un asso
il suo bleffare scoperto

La luna sorrise
disse “ho io la tua sposa”
Il gatto rispose
mi cercherò un’altra rosa

La principessa Zaffiro
dal suo nuovo pianeta
Trattenendo il sospiro
dava via la sua seta

Coi suoi capelli cromati
ed i suoi occhi topazio
Raccoglieva stelle cadenti
per non lasciarmi più spazio

Adriano Viola
12 maggio 2022

Il venditore di almanacchi

Io vendo almanacchi
di gioie future
Con nuove ambizioni
di sere più chiare

Ciò che non è ancora stato
vedrai lo sarà
Se compri il mio almanacco
si realizzerà

Io vendo speranze
fatte di sogni segreti
Raccatto i progetti
e poi li rendo concreti

Ti guarisco le ali
che la realtà ti ha spezzato
Ti porgo i traguardi
che tu non hai mai passato

Ma soltanto se compri
questo mio calendario
E ci appunti su i sogni
come se fosse un diario

Un amico, un lavoro
palazzi oppure castelli
Un viaggio, un tesoro
o i suoi lunghi capelli

Compralo adesso
non commettere l’errore
Sarà tutto possibile
vivrai un anno migliore

Sarai più fortunato
sarai bello ed amato
Sarà l’anno migliore
che tu abbia mai avuto

E se non sei convinto
se poi vuoi rinunciare
Pensa agli anni passati
potrà mai peggiorare ?

Adriano Viola
18 settembre 2019

da Recanati a Roccanova …
liberamente ispirato da “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere” di Giacomo Leopardi

Il venditore di almanacchi


Io vendo almanacchi
di gioie future
Con nuove ambizioni
di sere più chiare

Ciò che non è ancora stato
vedrai lo sarà
Se compri il mio almanacco
si realizzerà

Io vendo speranze
fatte di sogni segreti
Raccatto i progetti
e poi li rendo concreti

Ti guarisco le ali
che la realtà ti ha spezzato
Ti porgo i traguardi
che tu non hai mai passato

Ma soltanto se compri
questo mio calendario
E ci appunti su i sogni
come se fosse un diario

Un amico, un lavoro
palazzi oppure castelli
Un viaggio, un tesoro
o i suoi lunghi capelli

Compralo adesso
non commettere l’errore
Sarà tutto possibile
vivrai un anno migliore

Sarai più fortunato
sarai bello ed amato
Sarà l’anno migliore
che tu abbia mai avuto

E se non sei convinto
se poi vuoi rinunciare
Pensa agli anni passati
potrà mai peggiorare ?

Adriano Viola
18 settembre 2019

da Recanati a Roccanova …
liberamente ispirato da “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere” di Giacomo Leopardi

L’ora del disio

A chi poco vita diede
ancor meno la morte tolse
E chi molti fiori recise
pianse quelli che non colse

Chi visse da vile e codardo
sprecò tutte l’ore trascorse
Chi troppo alzò lo sguardo
la terra sotto ai piedi perse

Ma chi al pari dispese
il riso e le lacrime amare
Alternandosi tra l’aria
la terra finanche al mare

E poi umile il capo suo
con la cenere si cosparse
Rise quando con disio
sorella morte gli comparse

Adriano Viola
21 novembre 2021

Non fiori recisi per … un amore vivo

Ricordo ancora
quando mi dicesti
“fai poesie su tutto e tutti
e per me non scrivi mai”

Ho spesso giocato a cucire frasi
e ad intrecciare ghirlande di parole

Creando arlecchini di emozioni
soltanto per camuffare
pupazzi di pezza pieni di rattoppi

Ho sempre violentato i fogli bianchi che
capitavano sotto il mio inchiostro

Ho premuto le dita
assieme a frammenti di anima
sopra a tasti indifferenti

Ma con te non ci riuscivo
non sapevo come fermarti
Era quasi come donarti
un fiore per farti piacere

Ma non si possono
donare fiori recisi
ad … un amore vivo

Non si possono scrivere
fiumi di parole
ad un oceano di silenzio

Come si può dare
qualcosa al tutto?

Soltanto dopo io capii
quanto mi stavo sbagliando

Non scrissi mai di te
in una specifica poesia
Perché una parte di te
era in tutte quelle che scrissi

Perché tu non eri
una poesia in particolare
Tu per me eri
… la Poesia stessa

Adriano Viola
28 gennaio 2020

Nascosi l’anima

E così io nascosi l’anima
in mezzo alla sterpaglia
Come un fiore che ansima
tra il fieno e la paglia

Ferito e moribondo
fra steli appuntiti come aghi
Rancoroso verso il mondo
ed i suoi scopi troppo vaghi

Solo sterile biada
tra i covoni di sogni
Nell’attesa di una strada
tra le carezze ed i pugni

Il miracolo insperato
di un tepore mattutino
Che renda il viale assolato
per riprendere il cammino

Una nuova primavera
da poter seminare
Per portar via questa sera
e per poterla gettare

Con i pezzi ormai rotti
del mio cuore che batte
Nonostante le tue notti
di stelle troppo distratte

Che cadevano giù
dietro alberi e tetti
Affogando speranze
ed arenando i progetti

La nascosi soltanto
perché tu non la potessi sentire
Perché il suo pianto
tu non lo riuscivi a capire

La sotterrai tra i ricordi
ed i sospiri dietro al vetro
Perché arrivano dei punti
da cui non si torna indietro

Ed il tuo grano oramai
era senza più spighe
Le pagine del nostro libro
non avevano più righe

Adriano Viola
21 aprile 2020