La luna sotto il ponte

Cara luna vorrei toccarti
Ma ho paura di sporcarti
Resto solo, pallido e silente
Col tuo riflesso sotto il ponte
Cristalli freddi di pallore
Mi squarciano il cuore
Ti sovrasto, ma se salto ora
Resterai mia, oltre ogni aurora
Non importa se non so nuotare
Nella tua falce mi potrò cullare
Affonderò le mie dita
nella tua faccia
Sarò una stella
che dal buio si affaccia
A schiarire pozzanghere e fango
Ballando con te un solitario tango
A rischiarare acquitrini e pozzi
Per smorzare solitari singhiozzi

Adriano Viola

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Per te io sarò

Per te io sarò
Sono io la cura
E la stessa malattia
Tutto ciò che serve
Per non farti andar via

Sono il guitto
Ed il sapiente
Il saggio
ed il demente

Sono mare e monti
Muri e ponti
Ciò che senti e che tocchi
Solo per i tuoi occhi

Sarò il sole e la luna
La rugiada e la brina
Sarò notte e mattina
La tua anima vicina

Sempre per i tuoi occhi
Opera d’arte
O scarabocchi

Solo per il tuo cuore
Sarò l’odio
E l’amore

Tutto quello che serve
Per non farti andar via
Tutto quello che occorre
Perché tu sia … Mia

Adriano Viola

Costellazione Cangiante

 

Ho capito
Di inseguire un sogno
Sbagliato dentro me
Errato firmamento

Quando ho visto che
Preferivo sospirare
la tua assenza
Invece che respirare
La tua presenza

Quando
Oltre te sognavo
E con te vivevo
Un infinita apnea

La differenza è
Guardare un cielo
Di stelle luminose
Speranzoso divenire

Contro il buio spento
Di un cielo pieno
Di stelle cadute
Fredda constatazione

Costellazione
Cangiante
Prospettive abbattute
E parvenze di voli

 

Adriano Viola

Vecchio Domani

Vecchio domani

Lunghe le ombre
Del sole morente
Ogni Piccola ombra
Sembrava gigante

La luna che piano
Riconquistava l’altura
Ridimensiona
Riporta a misura

Il topo non ha
Più sembianze da orso
Il giorno più non è
É passato, è trascorso

Le stelle ritornano
A farsi ammirare
Senza più chiaro
Che le possa oscurare

Ed io … io raccolgo
I raggi e le punte
Il tondo e la falce
La sabbia e la calce

Per seppellire e murare
Il subito chiarore
Per dormire e sognare
Il mio perduto amore

 

Adriano Viola

25 novembre

25 novembre

Da sola rannicchiata
Dai lividi contorni
Al buio accartocciata
Spero lui non torni

Cucio squarci al cuore
Tra fremiti di rabbia
Fra le costole e il dolore
Di un volo morto in gabbia

Anche se ho ubbidito
E non ho fatto errori
Lui certo avrà bevuto
Vorrei restasse fuori

Via dai miei pensieri
Tremanti al gelo dell’illusione
Via da tutti i ieri
In cui ha promesso redenzione

Tanto lui non cambia
Rimane solo un ombra
Tanto lui non schiarisce
Lui è il buio e mi ferisce

Tanto le sue rare carezze
Si confondono coi pugni
Le mie uniche certezze
Sono incubi e non sogni

Il mio sperare Illusorio
In un mancato cambiamento
È un forno crematorio
Sull’anima e sul mento

Marcato dalle erbacce
Che sangue e lacrime hanno innaffiato
Da tutte le bonacce
Che lui in tempesta ha trasformato

Il mio amore singhiozzante
Il suo non amare devastante
Il mio essere sgomento
Il suo essere violento

Non è più accettabile
Non posso sopportarlo
Amarmi è irrinunciabile
La sua mente è solo un tarlo

La mia anima tumefatta
Si alza come una colonna
È delusa ma non disfatta
Ed urla basta! Io sono una Donna

Copyright © 2019
Adriano Viola
Tutti i diritti riservati

Roulette Russa

Roulette Russa

Gira il tamburo
Attendo un altro turno
Palpitazione tenue
Come un sognatore diurno

Ogni giro una speranza
Per me che sto giocando
La vedo andare infranta
E il cuore va in crescendo

Il mio turno ancora
Forse la mia ultima ora
Forse adesso vincerò
Forse non mi … Sveglierò

Forse saluterò l’aurora
Con un colpo di pistola
Sarò il topo che vola via
Dalla vita e la sua tagliola

Copyright © 2019
Adriano Viola
Tutti i diritti riservati

Pensieri malsani

Pensieri malsani

Vorrei rapiti il cuore
Senza chiederne il riscatto
Rubare la tua anima
Graffiarla come un gatto

Ferire i sentimenti
Che credi di provare
Mutarli in cicatrici
Che tu possa vedere

Vorrei carpirti i sogni
Le voglie e i desideri
Coprire i tuoi colori
Coi più neri pensieri

Vorrei ridarti indietro
Quello che mi hai dato
E vedere i tuoi occhi
Fissi contro il vuoto

Saresti forse conscia
Capiresti allora
Quello che mi hai fatto
E che mi fai ancora

Adriano Viola

Il Mozzo sognatore

Il mozzo

Il mozzo lava il ponte
Ma nella fantasia
Lui sfida enormi onde
Nella mente sua

Le piega alla sua forza
Alla sua volontà
Sopra un mare di carta
Che lui disegnerà

Dando ordini precisi
Comandi forti e decisi
Trovando sempre rotte
Nella sua buia notte

Ma la luna che rischiara
Il suo eterno navigare
Ogni giorno dentro un secchio
La vede naufragare

Tra bolle di sapone
E grasso di balena
E lo stomaco che balla
Come un altalena

Ma resta sul suo viso
L’ombra di un sorriso
Per tutto il suo coraggio
Che ha salvato l’equipaggio

Perché anche questa notte
Senza ramazza in mano
Ha letto stelle a frotte
era lui … il capitano

Io ci sarò

Io ci sarò

Sali sulle mie spalle
non ti lascio indietro
sei già sopra il mio cuore
non è certo un segreto

Aggrappati al mio collo
tanto è per te che respiro
non temere non ti mollo
sei la ragione per cui vivo

Prova, annusa i miei capelli
hanno il tuo stesso profumo
anche se i tuoi sono più belli
i mie sanno un po’ di fumo

Anche se le mie rughe
scandiscono i miei passi
anche se le tue fughe
ti fanno gli occhi bassi

Dovrai guardare avanti
scontrarti con i venti
avrai gioia e dolore
a cadenzarti il cuore

E quando un giorno avrai
tu un figlio sulle spalle
sull’anima ti sentirai
come un morbido scialle

Allora capirai, anche se sarò lontano
allora sentirai, ancora la mia mano
cingerti d’affetto e tenerti saldamente
forse il mio sorriso ti tornerà alla mente

Ma non temere figlia, io sarò ancora la
anche se il tuo occhio, più non mi vedrà
non temere mai amore nel tempo che verrà
io batto nel tuo cuore … io sono il tuo papà

Adriano Viola